AL SAN GERARDO LO SCOMPENSO CARDIACO SI CURA CON UN APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE IN UN CENTRO DEDICATO
Monza 9 luglio 2010
Il Centro dedicato allo scompenso cardiaco e cardiomiopatie del San Gerardo è il primo in Italia (sui 90 distribuiti su tutto il territorio) per numero di pazienti in scompenso cardiaco cronico seguiti in follow up a livello ambulatoriale. Questo secondo un’autorevole classifica stilata dall’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri.
Un riconoscimento che consacra oltre dieci anni di lavoro che hanno fatto del centro monzese il punto di riferimento per i malati affetti da scompenso cardiaco di Monza e Brianza. Presso l’Unità operativa semplice di day hospital cardiologico – Centro dedicato allo scompenso cardiaco e cardiomiopatie del S. Gerardo, giungono ogni anno da tutta Italia specialisti per partecipare ai corsi di gestione ambulatoriale e in day hospital dei pazienti con scompenso cardiaco, seguendo un protocollo collaudato ormai da anni e con esiti molto positivi.
L’Unità operativa semplice, diretta dal dottor Antonio Cirò, si distingue per un approccio multidisciplinare che prevede una stretta collaborazione tra diversi specialisti: cardiologi di altre superspecialità (elettrofisiologo, emodinamista, ecocardiografista), cardiochirurgo, cardiologo riabilitatore, infermieri dedicati, nefrologo, nutrizionista, internista, assistente sociale, psicologo, fisiatra e non ultimi i medici del territorio.
L’ambulatorio è attivo cinque mattine più tre pomeriggi la settimana per il follow up e le prime visite, oltre allo spazio ambulatoriale per il follow up dei pazienti affetti da fibrillazione atriale (aritmia che spesso causa o complica lo scompenso cardiaco) . Da oltre un anno è stato attivato anche un ambulatorio per l’ipertensione polmonare (causa più rara ma più grave di scompenso cardiaco) gestito dalla dottoressa Antonella Vincenzi con la collaborazione di specialisti pneumologi e reumatologi.
L’ambulatorio scompenso è funzionale e fisicamente contiguo al day hospital dove vengono trattati una media di 5 pazienti al giorno. Inoltre vengono effettuate terapie infusionali, occasionali procedure invasive, cardioversioni elettriche di aritmie atriali persistenti (fibrillazione atriale). Una volta alla settimana vengono effettuate procedure invasive di cateterismo destro per lo studio del cuore .
Il Centro si pone diversi obiettivi di governo clinico: fornire continuità assistenziale in tutte le fasi della malattia, ottimizzare la terapia verificandone l’aderenza, effettuare la diagnosi precoce e un adeguato trattamento in regime di ricovero non ordinario .
Inoltre l’individuazione dei casi più gravi da indirizzare al trattamento con la cosiddetta terapia “elettrica” (speciali stimolatori cardiaci che in casi selezionati sono in grado di migliorare la funzione della pompa cardiaca), chirurgica (sia la chirurgia cardiaca tradizionale che quella del trapianto) e la stratificazione del rischio aritmico (ovvero la capacità di selezionare i pazienti ad elevato rischio di morte improvvisa), rappresentano speciali competenze riconosciute ai professionisti che operano nel Centro.
Fondamentale questo tipo di approccio con quella che è la malattia dal peso epidemiologico più grave nel mondo occidentale. Dati ufficiali stimano in Europa 15 milioni di malati su 900 milioni di abitanti pari ad una percentuale del 2 per cento della popolazione generale. Questa patologia rende conto del 50 per cento delle ospedalizzazioni acute, del 10 per cento dei letti occupati e del 2 per cento delle spese sanitarie globali (70 per cento delle quali per le ospedalizzazioni). Oltre al peso economico è drammatico l’impatto sulla sopravvivenza con una mortalità del 50 per cento a 5 anni dalla diagnosi .
“Nel corso degli anni si è verificato un costante aumento di accessi al Centro – ha spiegato il dottor Cirò– . Nel 2006 le prestazioni ambulatoriali sono aumentate del 43 per cento rispetto al 2000 e successivamente si è consolidato un lento e costante incremento. Lo sviluppo dell’attività ambulatoriale, con il trasferimento in questo ambito delle competenze diagnostiche e terapeutiche che prima avvenivano in regime di ricovero, ha determinato una riduzione dei ricoveri in regime day hospital permettendo un utilizzo più razionale delle risorse da dedicare ai casi più gravi. Inoltre, al San Gerardo anche per i ricoveri ordinari negli ultimi 5 anni non si è verificata l’attesa esplosione prevista dagli studi epidemiologici. Questi dati concordano con quelli registrati nell’Asl di Monza e Brianza che ha visto nel trienno 2005 – 2007 un tasso di ricovero per scompenso cardiaco inferiore del 25 per cento rispetto alla media di tutta la regione Lombardia” .
La gestione multidisciplinare ed integrata abbracciata già da diversi anni dal Centro monzese ha ricevuto recentemente la consacrazione dalle società cardiologiche internazionali con l’inserimento nelle linee guida per la cura dello scompenso in prima classe di indicazione .

